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Innovazione e trasparenza · Ucraina
Cosa sta insegnando l’Ucraina all’Europa. E non sono solo armi
Appalti tutti online, lo Stato nel telefono, innovazione con poche risorse. Tre lezioni da un Paese in guerra.
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Un drone intercettore che costa poche migliaia di dollari e un missile che ne costa più di quattro milioni servono a fermare la stessa minaccia nel cielo. Di solito copiamo da Paesi ricchi e in pace. Qui proviamo a imparare da un Paese che dal febbraio 2022 vive sotto un’invasione su larga scala.
I fatti, e le proporzioni
Il 24 febbraio 2022 la Russia ha invaso l’Ucraina; pochi giorni dopo l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha condannato l’invasione con 141 voti a favore. Su come aiutare chi è stato aggredito in Italia si discute, ed è giusto. Ma un dato aiuta a mettere le cose in proporzione. Secondo il Kiel Institute, che tiene il conto degli aiuti all’Ucraina, l’Italia dal 2022 ha impegnato in aiuti diretti circa lo 0,14% del PIL: meno di un miliardo l’anno, circa 20 euro a testa secondo un’analisi del Foglio (novembre 2025), ventunesima su 27 Paesi europei. La Danimarca è vicina al 3%. Per confronto, secondo il Libro nero sull’azzardo di Cgil e Federconsumatori, nel 2025 gli italiani hanno perso al gioco d’azzardo quasi 22 miliardi.
Prima lezione: la trasparenza
Nel 2016, due anni dopo la rivoluzione di Maidan, l’Ucraina rende obbligatorio per tutta la pubblica amministrazione un sistema di appalti online, Prozorro (in ucraino suona come “trasparente”). Il principio è radicale: ogni gara, offerta e contratto pubblico è online, consultabile da chiunque in tempo reale, e il software è a codice aperto. Quell’anno vince il World Procurement Award, e secondo la Open Contracting Partnership fino al 2020 le riforme degli appalti hanno fatto risparmiare oltre 6 miliardi di dollari aumentando la concorrenza. Un Paese con grandi problemi di corruzione ha deciso di accendere la luce su tutto.
Seconda lezione: lo Stato nel telefono
Nel 2020 l’Ucraina lancia Diia (“azione”), un’app che mette nel telefono documenti e servizi dello Stato; è stato il primo Paese a dare a un passaporto digitale lo stesso valore legale di quello di carta. Secondo i dati diffusi nel 2026 ha più di 24 milioni di utenti, e aprire un’impresa richiede una decina di minuti. Con la guerra, milioni di persone hanno dovuto lasciare casa: in poche settimane, attraverso l’app, lo Stato ha registrato gli sfollati e fatto arrivare loro un aiuto economico. Con lo stesso telefono si chiede un risarcimento per una casa danneggiata. I dati pubblici sono stati messi al sicuro anche su server all’estero.
Un Paese diviso dalle bombe è rimasto unito da un’applicazione. Non è un modo di dire: è un’infrastruttura.
Terza lezione: fare molto con poco
Senza una grande marina, con piccoli droni marini l’Ucraina ha messo fuori combattimento, secondo fonti ucraine, circa un terzo della flotta russa del Mar Nero e ha riaperto un corridoio per le sue navi: secondo la Jamestown Foundation, all’inizio del 2024 le esportazioni via mare erano tornate ai livelli prebellici, grano arrivato anche nei Paesi più poveri. Nel 2023 nasce Brave1, una piattaforma che mette in contatto diretto piccole imprese tecnologiche ed esercito: un’idea si prova sul campo e si migliora in settimane, non in anni. Nel 2025, secondo il ministro della Difesa, l’esercito ha ricevuto circa 3 milioni di piccoli droni, in gran parte prodotti nel Paese, e il piano per il 2026 supera i 7 milioni.
Secondo un’analisi del Belfer Center di Harvard, un drone russo di tipo Shahed costa tra 30.000 e 80.000 dollari, un missile Patriot più di 4 milioni, i droni intercettori ucraini tra 1.000 e 8.000. Fermare un drone economico con un missile da quattro milioni è una sconfitta economica, anche quando il bersaglio viene colpito.
Perché ci riguarda
Nel marzo 2025 la Commissione europea ha presentato ReArm Europe, che punta a mobilitare fino a 800 miliardi per la difesa; a giugno i Paesi NATO, Italia compresa, si sono impegnati a portare la spesa per difesa e sicurezza fino al 5% del PIL entro il 2035. La domanda vera è come verranno spesi. Il centro studi Bruegel, in un’analisi ripresa da Euronews nell’aprile 2026, scrive che l’Europa deve imparare dall’Ucraina a organizzare la difesa aerea in modo economicamente sostenibile. Dopo che nel settembre 2025 diciannove droni russi sono entrati nello spazio aereo polacco, l’Unione ha avviato un’iniziativa comune contro i droni, e Paesi come la Danimarca comprano già dall’industria ucraina. Nessuno può dire quanto ci farà risparmiare questa lezione; ma centinaia di miliardi spesi pensando alla guerra di ieri sarebbero lo spreco più grande.
L’altra faccia
- In Italia molte persone sono contrarie all’invio di armi: chi teme un’escalation, chi crede solo nella via diplomatica, chi pensa che quei soldi servirebbero di più a sanità e scuole. Sono posizioni da rispettare, da discutere con i numeri veri.
- La corruzione in Ucraina esiste ancora: nel novembre 2025 l’Ufficio nazionale anticorruzione ha scoperto un sistema di tangenti da circa 100 milioni di dollari nell’azienda statale dell’energia nucleare, con persone vicine al presidente. Ma l’ha scoperto un’agenzia indipendente nata dopo Maidan, e quando nel luglio 2025 il Parlamento ne aveva limitato l’indipendenza migliaia di ucraini sono scesi in piazza, in piena guerra, e in pochi giorni la legge è stata cambiata.
- Secondo Transparency International l’Ucraina nel 2025 ha 36 punti su 100, centoquattresima su 182; l’Italia 53. La Russia, nell’edizione precedente, ne aveva 22, il risultato peggiore della sua storia.
- Le lezioni di una guerra non si trasferiscono automaticamente: ogni innovazione genera una contromisura, e copiare un metodo non vuol dire militarizzare la società.
Cosa possiamo copiare
- Trasparenza totale sugli appalti: ogni gara pubblica online, leggibile da tutti, con dati aperti, come Prozorro.
- Lo Stato in un’app sola, con documenti digitali che valgano come quelli di carta. SPID e l’app IO sono un inizio; il passo successivo è far funzionare tutto lì, anche nelle emergenze, che siano un’alluvione o un terremoto.
- Un ponte veloce tra chi inventa e chi usa: una piccola impresa con una soluzione per ospedali, Comuni o protezione civile deve poterla provare in settimane.
- Nella spesa pubblica, anche per la difesa, guardare al costo per risultato: non quanto è sofisticato un sistema, ma quanto costa ottenere ciò che serve.
Il coraggio non si può copiare, si può solo rispettare. Ma il metodo sì: la trasparenza, la velocità, la capacità di fare molto con poco. Sono lezioni che un Paese ha imparato nel modo più duro. Noi abbiamo la fortuna di poterle imparare in pace.
Nel video
- 0:00Un drone contro un missile
- 0:38Prima i fatti
- 1:06In proporzione: quanto ha dato l'Italia
- 1:37Aiuti e gioco d'azzardo
- 2:09Lezione 1: la trasparenza di Prozorro
- 3:10Lezione 2: lo Stato nel telefono
- 3:39Diia in guerra
- 4:15Lezione 3: l'innovazione con poche risorse
- 4:45Brave1 e i droni
- 5:23Quanto costa fermare un drone
- 5:49Perché ci riguarda: la spesa europea per la difesa
- 6:19La lezione per l'Europa
- 7:13Il rovescio
- 7:41La corruzione e gli anticorpi
- 9:06Cosa possiamo copiare
- 9:59Il coraggio e il metodo
Fonti
- Kiel Institute, Ukraine Support Tracker (2026); Il Foglio, 17 novembre 2025
- Libro nero sull'azzardo, Cgil, Federconsumatori e Fondazione Isscon (ANSA, 27 maggio 2026)
- Open Contracting Partnership, "Ukraine: everyone sees everything"
- Harvard Kennedy School, "Ukraine's digital transformation" (2025); Razom (2026)
- Jamestown Foundation, "Ukraine restoring security to the Black Sea" (2024)
- Governo ucraino, lancio di Brave1 (2023); Ministero della Difesa ucraino (dicembre 2025, gennaio 2026); Reuters (luglio 2026)
- Belfer Center, Harvard, "What the European Drone Defense Initiative has to get right" (2026)
- Bruegel / Euronews (aprile 2026)
- Commissione europea, ReArm Europe/Readiness 2030 (marzo 2025); Dichiarazione del vertice NATO dell'Aia (giugno 2025)
- OCCRP (novembre 2025); Ukrainska Pravda (luglio 2025)
- Transparency International, Corruption Perceptions Index 2024 e 2025