Puntate / Energia e Comuni
Energia e Comuni · Stoccarda, Germania
Il Comune che si presta i soldi da solo. E ci guadagna
Dal 1995 Stoccarda finanzia l’efficienza energetica con un fondo che si ricarica con le bollette risparmiate.
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Una scuola, una domenica di gennaio. Non c’è nessuno, ma i termosifoni sono accesi come il lunedì mattina, le finestre disperdono calore da cinquant’anni e nei corridoi le luci restano accese anche col sole. Basterebbe poco: una valvola, un timer, un po’ di isolante sotto il tetto. Ma i soldi non ci sono, e il Comune continua a pagare una bolletta dopo l’altra. È la trappola che conosce ogni amministrazione: per risparmiare bisogna prima spendere, e chi non ha soldi da spendere finisce per spendere di più.
Stoccarda, 1995: fare da banca a se stessi
A Stoccarda, circa 600.000 abitanti, la storia non si svolge in una fabbrica ma in un piccolo ufficio del Comune, l’ufficio energia dell’assessorato all’ambiente. Nel 1995 il consiglio comunale mette da parte 2,3 milioni di euro e li affida a quell’ufficio, non per spenderli una volta ma per farli girare. Il meccanismo si chiama Intracting, contratto interno.
- I tecnici studiano i consumi degli edifici comunali (scuole, uffici, piscine, caserme) e cercano gli interventi che si ripagano da soli: caldaie più efficienti, valvole termostatiche, isolamento, illuminazione, cogenerazione.
- L’intervento viene pagato con il fondo.
- La bolletta scende, ma l’ufficio che gestisce l’edificio continua a mettere a bilancio quasi la stessa cifra di prima: la differenza torna ogni anno nel fondo, finché l’investimento non è ripagato.
- Poi quei soldi sono di nuovo disponibili, per la scuola successiva.
Tutto resta dentro il bilancio del Comune: niente banche, niente interessi, niente società esterne che si prendono una parte del guadagno. Come scrive la rete europea Energy Cities, ogni aspetto finanziario resta sotto il controllo del Comune.
I risultati
Secondo l’ultimo bilancio dettagliato, dal 1995 al 2013, sono stati firmati più di 340 contratti interni, da poche migliaia di euro fino a 1,2 milioni. In tutto circa 15 milioni investiti in diciannove anni, e 18 milioni di bollette risparmiate nello stesso periodo, 1,8 milioni solo nel 2013, con 108.000 tonnellate di CO2 in meno. Il fondo era partito con 2,3 milioni e nel 2013 valeva 11,8 milioni. In media un intervento si ripaga in sei o sette anni; poi, per il resto della sua vita, il risparmio è guadagno.
Sedici tecnici a tempo parziale: l’equivalente di una sola persona a tempo pieno, in un Comune con circa 13.000 dipendenti.
L’Intracting è parte di una storia più lunga: a Stoccarda la gestione dell’energia negli edifici comunali è cominciata nel 1977 per il riscaldamento, nel 1982 per l’elettricità, nel 1991 per l’acqua. Nel 2024 il Comune ha speso per energia e acqua quasi 106 milioni di euro; secondo il rapporto sull’energia pubblicato dalla città nel settembre 2026, senza le misure di questi decenni la spesa sarebbe stata doppia. Il fondo continua a lavorare: nel 2024 ha finanziato circa un terzo dei 12,5 milioni investiti in efficienza.
L’idea sorella: fifty-fifty
Ad Amburgo, dal 1994, le scuole che consumano meno energia e acqua cambiando le proprie abitudini tengono la metà dei soldi risparmiati, da usare come vogliono: una gita, una festa, nuove attrezzature. Si chiama fifty-fifty ed è stato copiato anche a Monaco di Baviera, dove all’inizio costava tra 300 e 500 euro per scuola tra materiali e strumenti di misura. Bambini e insegnanti diventano i primi custodi dell’energia.
E in Italia?
Secondo un’elaborazione del Centro Studi Enti Locali su dati del ministero dell’Economia, tra il 2018 e il 2021, prima della crisi energetica, un Comune italiano spendeva in media oltre 30.000 euro al mese tra luce, gas e illuminazione pubblica: Roma circa 9 milioni al mese, Milano 7, Torino 4,5. E nel 2018 l’Osservatorio sui conti pubblici dell’Università Cattolica ha calcolato che l’Italia spendeva per l’illuminazione pubblica circa 1,7 miliardi l’anno, 28,7 euro per abitante, contro meno di 6 in Germania. Molti Comuni si affidano a società private con contratti lunghi in cui l’azienda investe e si ripaga con parte del risparmio: uno strumento utile, a volte l’unico, ma una parte del guadagno esce dal Comune. Stoccarda mostra un’altra strada: tenere in casa competenze, dati e risparmio.
L’altra faccia
- Serve un ufficio tecnico capace, che sappia leggere i consumi e scegliere gli interventi. Molti Comuni italiani, soprattutto i piccoli, oggi quelle competenze non le hanno.
- I risparmi non si leggono su un contatore: si calcolano confrontando i consumi prima e dopo, corretti per il clima. Senza dati affidabili il meccanismo diventa una finzione contabile.
- Il fondo funziona per interventi che si ripagano in pochi anni, non per le grandi ristrutturazioni.
- I numeri più dettagliati si fermano al 2013, e come costruire un fondo che si ricarica dentro le regole della contabilità pubblica italiana è una domanda vera, da porre a tecnici e legislatore.
Cosa possiamo copiare
- Un fondo che si ricarica, anche piccolo: ogni intervento si ripaga con i propri risparmi, e i risparmi tornano nel fondo.
- Un ufficio energia, anche minimo, che conosca i consumi di ogni scuola, palestra e lampione. Non si può risparmiare su ciò che non si misura.
- Per i Comuni piccoli, farlo insieme: un ufficio condiviso o provinciale può fare per dieci paesi quello che Stoccarda fa per una grande città.
- Coinvolgere le scuole come ad Amburgo: metà del risparmio ai ragazzi.
Dietro tutto questo c’è un’idea antica, quasi contadina: non buttare via niente, rimettere in circolo quello che si è risparmiato. Stoccarda l’ha trasformata in un sistema con 2,3 milioni, una persona e la pazienza di trent’anni. Forse i soldi più economici, per un Comune, sono quelli che smette di sprecare.
Nel video
- 0:00Una scuola vuota, i termosifoni accesi
- 0:36La trappola: per risparmiare bisogna spendere
- 0:56Stoccarda, 1995
- 1:27Come funziona l'Intracting
- 2:20La cassa che non si svuota
- 2:51I risultati
- 3:33Il fondo e i tempi di rientro
- 3:41Quante persone servono?
- 4:12Una storia di cinquant'anni
- 5:04L'idea sorella: fifty-fifty ad Amburgo
- 5:43E in Italia? Le bollette dei Comuni
- 6:07I lampioni
- 6:28Due strade
- 6:54Il rovescio
- 7:57Cosa possiamo copiare
- 8:40Non buttare via niente
Fonti
- Energy Cities, Stuttgart: Intracting (2017)
- Città di Stoccarda, Energiebericht 2025 (settembre 2026)
- UfU, valutazione del modello fifty/fifty di Amburgo
- Energy Cities, Fifty-Fifty a Monaco di Baviera
- Centro Studi Enti Locali, elaborazione su dati Mef-Siope (2018-2021)
- Osservatorio sui conti pubblici italiani, Università Cattolica, "Illuminazione pubblica: spendiamo troppo" (2018)